Cosa contengono e come scegliere le salviette per cambio pannolino

Le salviette umidificate per bambini possono nascondere ingredienti nocivi: ecco come riconoscerli e come proteggere i nostri piccoli.

 

Negli ultimi decenni un nuovo tipo di prodotto usa e getta è stato introdotto nel mercato della cura del corpo e della casa: le salviette umidificate. Vengono utilizzate in molti ambiti: per la pulizia di diverse superfici della casa, per rimuovere il trucco, rinfrescarsi o pulire le mani in mancanza di acqua e sapone o per l’igiene intima sia degli adulti che dei bambini. Sono talmente diffuse ed entrate nell’uso comune che nei 60 anni trascorsi da quando la prima salvietta è stata messa in commercio, l'utilizzo è aumentato fino ad arrivare a circa 450 miliardi di salviette all'anno, ovvero circa 14.000 al secondo.

 

Un'abitudine molto diffusa fra quasi tutte le mamme e i papà è infatti quella di utilizzare al cambio pannolino le salviette detergenti umidificate monouso per pulire il sederino dei bambini. Poiché sono fresche, veloci e semplici da usare, rendono i numerosi cambi, soprattutto durante i primi mesi,  meno pesanti e laboriosi per i neo genitori solitamente stanchi e affaticati.

 

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La velocità e comodità non sono però spesso sinonimi di sicurezza ed ecologia.

 
Queste salviette monouso sono per la maggior parte fatte di microfibra sintetica ricavata dal poliestere, per questo possono essere considerate una scelta non proprio rispettosa dell’ambiente: finiscono infatti per inquinare mari e fiumi e impiegano centinaia di anni per decomporsi quando arrivano in discarica.

Inoltre, come ormai succede in tutti i campi, anche le salviette, come altri prodotti per l’igiene dei bambini, nascondono pericoli e sostanze potenzialmente dannose che sarebbero assolutamente da evitare per la salute dei nostri piccoli.

 

Se ne fai uso abitualmente dunque ti consigliamo di controllare bene la composizione perché molti dei tipi che si trovano normalmente al supermercato sono imbevuti di un cocktail di sostanze chimiche che potrebbero creare problemi al tuo bambino.

 

Nel 2016 la ONG Wecf (Women in Engage for Common Future) ha pubblicato i risultati di una serie di analisi effettuate su 341 prodotti per l'igiene dei bambini, fra cui anche le salviettine per il cambio, rivelando un panorama non proprio incoraggiante.

Gli esperti dell'ONG hanno preso in esame gli ingredienti in base alle etichette suddividendoli in tre categorie: da "rischio elevato" a "rischio moderato" e "rischio basso o non identificato", sulla base di un'analisi della letteratura scientifica esistente e dei pareri delle agenzie di valutazione del rischio dell'Unione Europea (Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori - SCCS) e francese (Agenzia nazionale per la sicurezza dei prodotti medici e cosmetici - ANSM).

 

Il dato più preoccupante è che i 3 ingredienti o le famiglie di ingredienti classificati come «ad alto rischio» si trovano in ben 299 prodotti su 341! I 4 ingredienti o le famiglie di ingredienti classificati come «a rischio moderato» si trovano invece in 181 prodotti. Insomma la maggioranza dei prodotti per l’igiene dei nostri bambini, contiene sostanze che potrebbero fra le altre cose, causare allergie o irritazioni, problemi respiratori o addirittura fungere da perturbatori endocrini (quindi causare squilibri ormonali).

 

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Quali sono le sostanze chimiche che non dovrebbero essere presenti nelle salviette detergenti per bambini? Che cosa cercare nella lista ingredienti riportata sulla confezione?

 

Ecco una lista delle più importanti o diffuse:

 

1. Methylisothiazolinone: “in breve MIT o MI, è un potente antimicrobico sintetico utilizzato in numerosi prodotti per la cura personale come conservante ed in una vasta gamma di applicazioni industriali.” (Wikipedia). Viene spesso utilizzato al posto dei parabeni, altri conservanti potenzialmente nocivi. Nel 2013 è stato nominato “allergene da contatto dell’anno” dalla Società Americana Dermatite da Contatto, che consiglia in caso di problemi di effettuare il patch test del  Methylisothiazolinone, in quanto in Europa diversi gruppi hanno segnalato che l’allergia a questo componente si verifica in circa l’1,5% dei casi.

 

2. Fenossietanolo: conservante la cui funzione sicuramente è importante perché in quanto antibatterico e antimicotico previene la formazione di muffe o batteri pericolosi. Il fenossietanolo però, secondo l’Agenzia francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari non dovrebbe mai essere usato in prodotti che vengono messi a contatto con i genitali dei bambini più piccoli di tre anni. Si tratta comunque di una sostanza che non dovrebbe mai essere ingerita per questo l’UE l’ha bandita nei prodotti che vengono utilizzati intorno alla bocca o sulle labbra.

 

3. Imidazolyn urea: conservante antimicrobico idrosolubile usato nei cosmetici, agisce su muffe, lieviti e batteri. Il motivo per cui viene considerato nocivo è che rilascia formaldeide nei prodotti che lo contengono. La formaldeide è una sostanza da tempo vietata nella maggior parte dei cosmetici in quanto classificata come potenzialmente cancerogena in base agli studi dell’AIRC.

 
4. Parabeni: famiglia di conservanti collegata a reazioni allergiche, eruzioni cutanee e aumentato rischio di malattie oncologiche. Considerati inoltre interferenti endocrini, possono causare gravi squilibri ormonali, rischio da evitare assolutamente, specie quando sono coinvolti i bambini il cui sistema endocrino è in pieno sviluppo.

 
L’Environmental Working Group americano ha affermato che:

 

"I parabeni imitano gli estrogeni e possono agire come potenziali interferenti del sistema ormonale (endocrino)".

 

Li puoi individuare nella lista ingredienti come methlyparaben, propylparaben, butlylparaben ed ethylparaben.

  

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5. Petrolati: agenti derivati del petrolio che creano una patina artificiale sulla pelle impedendone  la disidratazione e facendola più liscia e morbida. Possono avere un effetto occlusivo sui pori e impediscono alla pelle di respirare.
Puoi riconoscerli da questi nomi: Mineral Oil, Isopropyl, Paraffinum Liquidum, Propylene glycol Petrolatum, Vaselina, Cera microcristallina.

 

6. Siliconi: sostanze che derivano dalla silice, usate da molti anni nei cosmetici per pelle e capelli perché li rendono più morbidi e setosi. Come i petrolati creano una pellicola sulla pelle che ne ostacola la naturale ossigenazione.
Si riconoscono nell’INCI perché il loro nome termina con –thicone, -one, -ane. I più comuni sono: dimethicone, cyclomethicone, amodimethicone, cyclopentasiloxane.

 

7. EDTA: è una sostanza usata anche in medicina per effettuare terapie chelanti (depurare l'organismo dai metalli pesanti) quindi non costituisce un pericolo per la salute, ma piuttosto per l'ambiente poiché  essendo lentamente biodegradabile, può essere molto inquinante.

 

8. SLS (Sodium Lauryl Sulfate) e SLES (Sodium Laureth Sulfate): tensioattivi che hanno il compito di sciogliere lo sporco. Si possono trovare nella maggior parte dei prodotti detergenti per la pelle, in quanto economici ed efficaci. Sono però piuttosto aggressivi sulla pelle, quindi non indicati su quella delicata dei neonati.

 

Nel 2019 la rivista il Salvagente ha effettuato nuovamente un test su salviette per bambini di otto produttori famosi che si trovano nei più comuni punti vendita per verificare se nel frattempo le aziende produttrici ne hanno migliorato l’INCI. Il test ha rivelato che molte aziende hanno fatto passi avanti eliminando alcune delle sostanze elencate sopra, migliorando quindi la qualità e la sicurezza dei prodotto, ma è necessario fare ancora molto per renderli più sicuri.

 

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Come evitare di esporre i nostri bambini a inutili pericoli?

 

1. Innanzitutto sarebbe importante, ove possibile, quindi almeno quando si è a casa, risciacquare sempre il sederino del bebè da qualsiasi detergente, anche quello di cui sono imbevute le salviette.

 
2. Per evitare il più possibile l’usa e getta, usare acqua e quando necessario un detergente intimo delicato, come ad esempio quello di Verdesativa

 
3. Preferire salviette eco naturali, con un buon INCI, biologiche, biodegradabili (meglio ancora se compostabili come le Baby Anthyllis) e ricche di sostanze lenitive ed emollienti naturali.

 
Se il tuo bambino ha una pelle molto sensibile, ricorda che anche i prodotti biologici seppur naturali possono avere delle controindicazioni o contenere degli allergeni, valuta sempre che cosa utilizzare insieme al tuo medico di fiducia.

 

 

QUI SALVIETTE ECO NATURALI PER BAMBINI

 

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Per approfondire:

https://medcraveonline.com/PPIJ/PPIJ-07-00237.pdf

http://www.wecf.eu/english/press/releases/2016/02/baby-cosmetics.php

https://it.wikipedia.org/wiki/Metilisotiazolinone
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23340392
https://www.ewg.org/skindeep/ingredient/703119/IMIDAZOLIDINYL_UREA_%28FORMALDEHYDE_RELEASER%29/

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/cosmetici-cibo-ambiente-quali-sostanze-chimiche-sono-vietate-europa-ma-legali-usa-perche/ac968fdc-a7cc-11e9-87b1-16eba1cb2125-va.shtml
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_283_ulterioriallegati_ulterioreallegato_5_alleg.pdf
https://www.ramazzini.org/cancerogeno/formaldeide/

https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32003L0015:IT:HTML

https://www.theguardian.com/environment/2018/may/11/from-babies-bums-to-fatbergs-how-we-fell-out-of-love-with-wet-wipes

 

 

  Le informazioni fornite sul blog del Marketplace Etico sono a scopo puramente divulgativo e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico o di altri operatori sanitari abilitati (biologi nutrizionisti, odontoiatri, farmacisti, ecc).

 

 

 

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