Emergenza plastica e Covid: è possibile proteggersi senza inquinare?

Come ridurre l'uso di plastica in tempi di pandemia, dove l'usa e getta sembra l'unico modo per sentirsi protetti e sicuri? 

 

Nelle prime settimane di lockdown, abbiamo sofferto molto ascoltando i bollettini quotidiani di malati, ricoveri e decessi. Allo stesso tempo abbiamo però gioito nel vedere la natura che si riconquistava i suoi spazi. Cavallucci marini nella laguna veneziana, cervi che esploravano centri abitati sull’Appennino, i livelli di inquinamento nella Pianura Padana che non erano così bassi da decenni.

Ci è sembrato che la nostra inattività e la forzata clausura non fossero solo un male, ma un’opportunità data alla Terra per respirare un po’ senza di noi. È durata poco però.

Pare infatti che questa terribile emergenza abbia esacerbato un fenomeno che si stava tentando da anni di arginare: l’usa e getta, soprattutto di manufatti in plastica.

 

Poco prima dell’inizio della quarantena, molti governi europei hanno firmato lo European Plastic Pact, accordo che ha l’obiettivo di ridurre l’uso di packaging in plastica del 20% entro il 2025. L'arrivo del virus ha però assorbito tutto, tanto da farci dimenticare il resto.

Così in questi mesi sono stati messi da parte tanti buoni propositi e si è ritornati all’uso selvaggio della plastica. La richiesta di questo materiale, usato per produrre gli oggetti simbolo della pandemia, mascherine, occhiali da saldatore, packaging monouso, è infatti aumentata vertiginosamente.

Nei supermercati si prediligono i cibi confezionati, considerati più igienici, a discapito di quelli sfusi ora percepiti come poco sicuri e più facilmente contaminabili.

Anche l’utilizzo di imballaggi per e-commerce ha avuto un aumento del 70%, facendo pesare ancora di più le nostre attività sulle spalle del pianeta. Per questo motivo, noi cerchiamo di usare tutte le volte che possiamo imballaggi riciclati, che sono forse meno "eleganti" ma ugualmente funzionali.   

 

Legambiente si è esposta di recente per denunciare la grave situazione ambientale che si sta creando a causa delle nuove esigenze e abitudini consolidatesi durante la pandemia. Il problema più difficile da risolvere al momento è proprio lo smaltimento di guanti e mascherine monouso. Il fatto che non siano riciclabili unito alla maleducazione di molte persone che le abbandonano dove capita, rende il tutto ancora più tragico.

Ogni anno riversiamo nei nostri oceani ben 8 milioni di tonnellate di plastica e nei prossimi mesi, la situazione non potrà che peggiorare. Già alla fine di febbraio Oceanasia, un’organizzazione che si occupa della salvaguardia degli oceani, ha trovato molte mascherine nelle isole disabitate di Soko, al largo di Hong Kong sicuramente portate dal mare... Dopo mesi di pandemia, quante in più ce ne saranno?

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Il grande dilemma: proteggersi o inquinare?

 

Difficile poter scegliere in un momento così particolare, senza precedenti nella nostra esperienza e memoria, specialmente in situazioni in cui l’uso di dispositivi di protezione non è solo consigliato o necessario, ma obbligato.

 

Soluzione: la solita e saggia via di mezzo!

 

L’unico modo di uscirne senza fare troppi danni è cercare di proteggersi con intelligenza, inquinando il meno possibile, ma come?

Qui trovi alcuni accorgimenti che possono davvero fare la differenza se li mettiamo in pratica in tanti. 

 

Mascherine: meglio se lavabili

 

Di che cosa sono fatte le mascherine chirurgiche generalmente? Di polipropilene, un materiale plastico non biodegradabile.

Legambiente ha calcolato che una famiglia di 3 o 4 persone, se usasse solo mascherine usa e getta, finirebbe per consumarne dalle 120 alle 200 al mese per una spesa di circa 150 euro.

Potrebbe essere conveniente quindi dotarsi di mascherine lavabili (molti comuni ne hanno distribuite gratuitamente), che fanno davvero un favore all’ambiente. Meglio se sono pluristrato in quanto più efficaci. Perché proteggano davvero però, bisogna ricordarsi di disinfettarle ogni volta che si usano.

 

Guanti monouso: sono indispensabili?

 

I guanti monouso sono indispensabili ai medici e operatori sanitari e obbligatori in alcune regioni o comuni in determinate occasioni, per esempio su taxi o mezzi pubblici. Devono essere però usati in modo intelligente, seguendo delle regole rigide. Non devono darci false sicurezze, perché la precauzione più importante che non si deve mai dimenticare è l’accurata igiene delle mani.

 

Quando indossiamo i guanti ci sentiamo sicuri come se avessimo una corazza che ci protegge da tutto. Diversi esperti si sono però espressi con scetticismo sull’uso dei guanti da parte dei comuni cittadini (non medici o operatori sanitari).

Per esempio l’epidemiologo Pierluigi Lopalco ha dichiarato a Fanpage:

"Vedo molta gente che in questi giorni usa i guanti. Ma i guanti non solo non servono a nulla, possono essere controproducenti: le mani le posso lavare, i guanti o li butto ogni minuto oppure si insozzano e possono veicolare il contagio".

 

Queste parole sono state confermate da Antonio Mistretta, medico igienista della Comunicazione scientifica dell’Istituto superiore di sanità:

 

«I guanti possono diventare veicolo di contagio, quindi vanno cambiati tutte le volte che vengono a contatto con superfici sporche o infette. E non vanno riutilizzati. È indispensabile non toccarsi naso, bocca e occhi mentre si indossano. E quando si eliminano devono essere sfilati al contrario, senza entrare in contatto con la superficie che può essere stata contaminata. [...] I guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani, che è la chiave per prevenire le infezioni. Una pulizia che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e prolungato con il sapone, per almeno 60 secondi».

Quindi se anche tu esci di casa già con i guanti addosso, li tieni mentre guidi, fai la spesa, poi tocchi cellulare, chiavi di casa, chiavi della macchina e magari con quelli ti sistemi anche la mascherina sul viso, stai purtroppo sbagliando.

  

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Come ha detto il Dott. Lopalco, le mani si lavano i guanti no. In determinate circostanze è forse meglio stare senza guanti e tenere a portata di mano un igienizzante da usare spesso quando si toccano superfici potenzialmente contaminate (corrimano, campanelli, maniglie, ecc.). Tanto il viso non deve essere assolutamente toccato con o senza guanti, non cambia nulla!

Con lo stesso disinfettante potresti ad esempio pulire la maniglia del carrello prima di usarlo e approfittare di quello messo a disposizione all’entrata di molti supermercati o esercizi commerciali (come raccomandato dalle linee guida del Ministero della Salute) per detergere bene le mani prima e dopo la spesa.

 

Quando ti lavi le mani, basta un lavaggio energico, accurato con del semplice sapone, che ha dimostrato di essere più che efficace contro il coronavirus, non importa usare detergenti aggressivi e antibatterici. Il gel disinfettante invece è ottimo quando sei fuori casa, anche in questo caso però fai attenzione a distribuirlo bene su tutta la superficie delle mani.

 

Visto che comunque l’emergenza smaltimento rifiuti Covid continuerà ancora per molto, possiamo cercare di agire anche su altri fronti per diminuire l’uso di plastica bilanciando così l’impatto del nostro stile di vita sul pianeta.

Borraccia

 

Si calcola che ogni minuto finiscano nel Mediterraneo 33000 bottigliette di plastica, non vuoi che ci finisca anche la tua giusto? Evita quindi le bottigliette di plastica come la peste, tanto per rimanere in tema di epidemie :-)

 

Ci sono ormai borracce belle e per tutti i gusti, comprane una e riempila prima di uscire di casa. Se poi è termica ancora meglio: ti godi l’acqua fresca per diverse ore d’estate.

Puoi ormai fare a meno dell'acqua in bottiglie di plastica anche a casa: inquinano e sono faticose gestire. Pesanti da trasportare dal supermercato e sulle scale, riempiono velocemente e inesorabilmente il contenitore della plastica, costringendoci ad andare a svuotarlo spessissimo. Trovare una soluzione alternativa non può essere che una liberazione.

E le alternative sono molte: la più economica e comoda è la cosiddetta “acqua del sindaco”, quella che esce dal tuo rubinetto. Puoi usare una caraffa filtrante, approfittare delle colonnine di acqua filtrata messe a disposizione da molti comuni a prezzi accessibili, oppure, optare per l’acqua in bottiglie di vetro, meglio se con vuoto a rendere.

 

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Confezioni formato famiglia

 

Molte aziende attente all’ambiente hanno messo in commercio confezioni formato famiglia di molti prodotti sia per la casa che per la cura del corpo, più convenienti sia dal punto di vista economico che ambientale. Questi formati permettono di risparmiare davvero molta plastica, evitando di usare tante piccole confezioni che vengono purtroppo buttate dopo ogni uso. Una di queste aziende è Greenatural che ha reso disponibili confezioni da 10 kg di detergenti per la casa (sgrassatore, pavimenti, …) per il bucato (deterrsivi e ammorbidente), per il corpo e capelli.

  

Cosmetici Solidi

 

Ultima e interessante invenzione delle aziende di cosmesi ecobio sono i cosmetici solidi: adesso puoi trovare shampoo, balsamo e detergente viso, in formato “saponetta”. Un'ottima soluzione per evitare i packaging ingombranti monouso che finiscono a milioni in discarica visto che solo una piccola parte di questi rifiuti viene riciclata. Sono anche ottimi per chi viaggia, perché possono essere infilati nel bagaglio a mano senza problemi!

 

Attenzione alle microplastiche!

 

Le microplastiche sono minuscole particelle di plastica il cui diametro va da 330 micrometri a 5 mm. Nei nostri mari ce ne sono già in grandi quantità. Ci finiscono perché si distaccano da tessuti in fibre sintetiche durante il lavaggio in lavatrice, a causa dei rifiuti che finendo in mare, a poco a poco si disintegrano in tanti piccoli pezzi, oppure perché contenute in diversi prodotti di bellezza.

 

In commercio ci sono prodotti esfolianti (scrub o gommage) che contengono minuscole sfere in plastica le quali, quando si risciacquano finiscono nei fiumi e nei mari. Potresti trovarle anche nei dentifrici come “microgranuli”. Quando compri un cosmetico di questo genere, fai attenzione all’etichetta. Se scegli cosmetici certificati ecobio, non troverai sicuramente plastica, ma solo ingredienti naturali (sale, zucchero, …)

 

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Autoproduzione

 

Se hai tempo e ti piace spignattare e sperimentare, puoi provare ad autoprodurre detersivi, detergenti e vari prodotti per il corpo. Sul web ci sono molti tutorial.

Only for girls: coppetta mestruale!

Si calcola che una donna utilizzi nella sua vita circa 12.000 assorbenti, numero che se moltiplicato per tutte le donne, può dare solo un'idea approssimativa dell'immenso impatto ambientale che ha il ciclo mestruale sull'ambiente. La coppetta mestruale invece è riutilizzabile e garantita da molti produttori per 10 anni! Se anche la usi sporadicamente, per esempio quando devi fare sport o andare in piscina o solo nei giorni di flusso più intenso, farai comunque del bene al nostro pianeta. Ogni singolo rifiuto tolto dalla discarica è importante. Inoltre, dato che la coppetta ha un prezzo molto contenuto, puoi risparmiare tantissimo!

Accorgimenti in cucina

 

La cucina è un altro posto in cui spesso la plastica occupa un posto importante. Si può iniziare piano piano a eliminarla cambiando qualche piccola abitudine.

 

- Quando puoi, sostituisci gli utensili in plastica (mestoli, spatole, taglieri) con utensili in materiali naturali come legno e metallo.

 

- Conserva i cibi in contenitori non di plastica, ma vetro o ceramica

 

- Evita le cannucce se non per motivi di salute: la tua bocca è più che sufficiente :-)

  

- Evita le pellicole in pvc. La pellicola è comoda, permette di conservare alcuni cibi a lungo, si modella facilmente, aderisce bene ai cibi, sembra insostituibile. Invece si può rimpiazzare, usando contenitori per alimenti in vetro, coperchi universali in silicone, oppure con dei panni in cera d’api, fatti con materiali ecologici, come appunto cera d’api, cotone, olio di jojoba, riutilizzabili e lavabili.

 

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- Preparati una tisana plastic free. Sapevi che i filtri delle tisane possono contenere plastica, che oltre a non essere biodegradabili potrebbero anche rilasciare sostanze poco salutari nella tua bevanda? Per evitarlo scegli tisane sfuse oppure cerca aziende etiche che producono tisane con filtri compostabili come Pukka.

  

- Mastica chewing gum ecologici. Dove butti il chewing gum dopo che lo hai masticato? Nell’umido? Sbagliato! Devi buttarlo nel bidone dell’indifferenziato perché contiene derivati del petrolio, quindi non è compostabile... A meno che non scegli chewing gum 100% naturali come i Chicza.

 

Quando esci di casa

- Portati le buste della spesa da casa, se puoi acquista cibi freschi nei mercati o direttamente dal contadino, in luoghi dove ti permettano di riporre quello che hai comprato in contenitori di tua proprietà.

 

- Quando mangi il gelato, scegli il cono, così non devi buttare coppetta e cucchiaino.

 

Come vedi, i modi per evitare l’uso di plastica sono moltissimi. Se non hai mai pensato a questo tema, adesso ti potrà sembrare faticoso ed esagerato mettere in pratica questi suggerimenti, ma non devi fare tutto in una volta. Inizia dalle piccole cose, quelle che ti pesano meno.

 

Concentrati come siamo sul coronavirus, percepiamo le famose isole di plastica negli oceani come lontane da noi, qualcosa che non ci riguarda davvero. È normale e umano farlo. Ricordiamoci però che all’inizio anche per il Coronavirus è stato così. La Cina sembrava lontana e molti di noi pensavano che quello che vedevamo nei telegiornali non sarebbe mai successo in Europa... e ci siamo fatti cogliere impreparati.

  

L’emergenza coronavirus è strettamente interconnessa a quella ambientale: lo affermano a gran voce molti scienziati in un articolo pubblicato da IPBES (The Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services): 

 

“Esiste un'unica specie responsabile della pandemia di COVID-19 – noi. Come nel caso delle crisi climatiche e della biodiversità, le recenti pandemie sono una diretta conseguenza dell'attività umana  in particolare i nostri sistemi finanziari ed economici globali, basati su un paradigma limitato che premia la crescita economica ad ogni costo.” 

 

  Questa volta non commettiamo lo stesso errore, diamoci da fare!

  

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Fonti:

 

https://europeanplasticspact.org/

https://it.euronews.com/2020/05/13/chi-fa-i-soldi-nell-era-covid-farmacie-a-domicilio-e-plastica

https://rivistanatura.com/il-coronavirus-e-la-plastica-in-mare/

https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-rilancia-prodotti-confezionati-frenano-cibi-sfusi-ADXDbZC

http://oceansasia.org/beach-mask-coronavirus/

https://www.ilriformista.it/guanti-e-mascherine-la-prossima-emergenza-dopo-il-coronavirus-sara-lambiente-84079/?refresh_ce

https://www.iconaclima.it/inquinamento/coronavirus-plastica-usa-e-getta/

https://edition.cnn.com/2020/05/04/world/coronavirus-plastic-waste-pollution-intl/index.html

https://www.fanpage.it/attualita/coronavirus-lepidemiologo-non-serve-mettere-i-guanti-che-si-sporcano-e-veicolano-il-contagio/

https://www.viverepesaro.it/2020/05/17/mascherine-e-guanti-abbandonati-allarme-nuovi-rifiuti/791086

https://www.greenpeace.org/italy/storia/11562/4-modi-in-cui-covid19-minaccia-i-progressi-fatti-sulla-lotta-alla-plastica-monouso

https://www.open.online/2020/05/08/coronavirus-iss-mascherine-autoprodotte-rischi-vantaggi/

https://www.weforum.org/agenda/2020/05/scientists-pandemics-coronavirus-nature-covid19-health

https://www.lifegate.it/persone/news/clima-dialogo-di-petersberg

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4246

https://www.nurse24.it/dossier/covid19/mani-pulite-non-hanno-bisogno-di-guanti-per-coprirsi.html

https://www.wwf.it/news/notizie/?47720/Piu-di-33mila-bottigliette-di-plastica-finiscono-ogni-minuto-nel-Mediterraneo

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4246

https://shop.socialbusinessworld.org/it/blog/articolo/gli-almeno-14-vantaggi-della-coppetta-mestruale-sicura-economica-ecologica.html

https://shop.socialbusinessworld.org/it/blog/articolo/microplastiche-che-cosa-sono-e-come-possiamo-evitarle.html

 

 

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