Evitare cibi OGM può davvero farci stare meglio?

  Secondo uno studio condotto in America su circa 3250 persone, privilegiare un'alimentazione biologica priva di alimenti OGM potrebbe far...

 

Gli OGM fanno male?

 

Gli scienziati non sono ancora concordi, c'è infatti chi ne difende la salubrità e l'efficacia dal punto di vista della produttività, chi invece li considera dannosi per l'uomo e per l'ambiente.

 

Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Human Nutrition and Functional Medicine, condotto da Jeffrey M Smith, responsabile dell'Institute for Responsible Technology, dimostra che passare da un'alimentazione composta in prevalenza da cibi OGM a una dieta priva di questi alimenti, comporta un sensibile miglioramento in molti parametri della nostra salute.

 

Un sondaggio condotto su 3256 intervistati in gran parte statunitensi, rivela che molti di loro hanno goduto di molti benefici in salute a seguito della rimozione o riduzione del consumo di alimenti geneticamente modificati.
I partecipanti hanno dichiarato miglioramenti in 28 differenti problematiche, in particolare all'apparato digerente (85,2%). La stragrande maggioranza ha affermato di aver avuto un grande beneficio da questa dieta, dichiarando che le condizioni di salute negative sono significativamente migliorate o addirittura scomparse.

 

Ecco le maggiori problematiche che hanno visto un netto miglioramento:

 

Digestione: 85,2%;

 

Affaticamento, bassa energia: 60,4%;

 

Sovrappeso o obesità: 54,6%;

 

Brain fog: 51,7%;

  

Allergie o intolleranze alimentari: 50,2%;

 

Problemi di umore, come ansia o depressione: 51,1%;

 

Memoria, concentrazione: 48,1%;

 

Dolori articolari: 47,5%;

 

Allergie stagionali: 46,6%;

 

Sensibilità al glutine: 42,2%;

 

Insonnia: 33,2%;

 

Altre condizioni della pelle (non eczema): 30,9%;

 

Problemi ormonali: 30,4%;

 

Dolore muscoloscheletrico: 25,2%;

 

Malattie autoimmuni: 21,4%;

 
Eczema: 20,8%;

 

Problemi cardiovascolari, inclusa pressione sanguigna: 19,8%.



Come agiscono gli OGM nel nostro organismo? Perché possono essere dannosi?

 

La maggior parte delle colture OGM ha ricevuto geni provenienti da batteri o virus inseriti nel loro DNA. Undici colture alimentari geneticamente modificate sono attualmente coltivate per il consumo commerciale. Le sei principali colture GM sono soia, mais, cotone, colza, barbabietola da zucchero e erba medica, tutte utilizzate come cibo per uomini e animali. I semi di cotone e la colza vengono trasformati anche in oli alimentari e le barbabietole vengono raffinate per produrre zucchero.

 

 soia

 

Sono tre le possibili modalità di azione degli OGM che sono stati valutati nello studio:

 

1) la natura dirompente e imprevedibile del processo di modificazione genetica stessa, che può introdurre allergeni, tossine e anti-nutrienti al cibo che mangiamo;
 
2) possibili effetti allergenici e tossici della tossina Bt, insetticida legato ad allergie e danni all'intestino, prodotto dalla maggior parte delle varietà di mais geneticamente modificate coltivate negli Stati Uniti (USA);

 

3) l'impatto sulla salute di erbicidi a base di glifosato, come Roundup®, che vengono spruzzati e assorbiti da colture OGM. Gli studi in questo campo dimostrano che questi prodotti possono causare potenzialmente problemi di digestione, dato che può aiutarci a spiegare il motivo per il quale queste e altre malattie correlate sono aumentate in parallelo con l'aumento delle superfici coltivate a OGM e con l'applicazione di Roundup® su questi terreni.

Tutti e sei i principali OGM sono progettati per essere tolleranti agli erbicidi (HT) per sopravvivere alle applicazioni che vengono effettuate durante la coltivazione. Le colture tolleranti agli erbicidi più diffuse  sono proprio quelle prodotte da Monsanto per resistere ai trattamenti di Roundup.

 
I disturbi digestivi lamentati in generale comprendono intestino infiammato, morbo di Crohn, intestino irritabile, reflusso acido, diarrea, costipazione, colite ulcerosa, gonfiore. Secondo i dati del CDC, l'incidenza di patologie infiammatorie intestinali è aumentata in parallelo con la percentuale di superficie di mais OGM piantata negli Stati Uniti dal 1996 e la quantità di GBH spruzzata su mais OGM e soia.
Secondo Arpad Pusztai, che è stato incaricato dal governo britannico di creare un protocollo per testare la sicurezza degli OGM, il tratto digestivo può rivelare numerose reazioni alle tossine consumate e dovrebbe quindi costituire oggetto di studio approfondito relativo ai rischi legati a un'alimentazione basata su cibi OGM.

Conclusioni

 

I cibi OGM sono molto diffusi nella dieta delle persone che vivono negli USA (e non solo) e nonostante siano considerati sicuri dal governo americano e dai relativi produttori, diversi studi rivelano dati contrastanti, dimostrando invece che essi possono causare cambiamenti o danni al sistema immunitario, riproduttivo, agli organi vitali (specialmente fegato e reni) all'apparato digerente e al sistema endocrino. I risultati del sondaggio oggetto di questo studio infatti confermano proprio queste ipotesi.

 
I problemi digestivi sono stati quelli che di gran lunga hanno registrato miglioramenti secondo gli intervistati quando gli OGM sono stati rimossi dalla dieta. Gli OGM possono influenzare negativamente la digestione attraverso diverse possibili modalità di azione e i disturbi digestivi a loro volta, possono portare a numerosi altri problemi di salute.

 

L'autore dello studio quindi conclude auspicando maggiori ricerche in questo campo, ma data consistente presenza di dati che correlano OGM e glifosato/Roundup con problemi di salute, ritiene che, per principio di precauzione, gli operatori sanitari dovrebbero consigliare ai pazienti di evitarne l'esposizione passando ad una alimentazione biologica.

 

Insomma nel dubbio, meglio evitare e vivere secondo natura.

 

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E' possibile leggere l'intero studio a questo link:

https://responsibletechnology.org/irtnew/wp-content/uploads/2017/11/Improved-Health-by-Avoiding-GMOs-by-Jeffrey-Smith.pdf

 

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