Guida alle creme solari bio: ecco perché sono migliori

I solari bio e naturali in che cosa sono diversi dagli altri? Ecco perché sono più sani, sicuri ed ecologici.

 

Il sole è sicuramente un nostro grande alleato, migliora il nostro umore aiutandoci nei momenti di depressione, aiuta il nostro corpo a sintetizzare la vitamina D, indispensabile al nostro sistema immunitario, regola i nostri ritmi circadiani, e così via.
La luce solare può però comportare dei rischi se ci si espone in periodi e in orari in cui è troppo forte per la nostra pelle, che, se particolarmente delicata, può subire danni anche a lungo termine.

  

E' necessario quindi prepararsi all'estate o a vacanze in alta montagna con prodotti solari che la aiutino a sopportare le radiazioni solari, proteggendola in sicurezza e nel rispetto della nostra salute e dell'ambiente. Perché scegliere un prodotto solare con cura può essere anche un gesto di responsabilità e consapevolezza.

 

Come funzionano le creme solari?

 

Le creme solari sono composte da diversi ingredienti, fra i quali i più importanti sono senz'altro i filtri solari, categoria che comprende tutte le sostanze sia naturali che di sintesi in grado di filtrare le radiazioni del sole, inserite nei prodotti cosmetici che hanno lo scopo di proteggere la nostra pelle. Un solare per essere conforme alla normativa europea deve utilizzare esclusivamente filtri che siano compresi in una lista di sostanze autorizzate e deve essere in grado di filtrare sia i raggi UVA che quelli UVB.

 
I raggi UVA hanno una lunghezza d'onda compresa fra 315 a 400nm e costituiscono circa il 95% degli ultravioletti che arrivano sulla superficie terrestre. Sono in grado di penetrare in profondità e causare aumento dei radicali liberi e invecchiamento precoce.

 

I raggi UVB invece hanno lunghezza d'onda di 280-315nm e rappresentano il restante 5% delle radiazioni solari che raggiungono il nostro pianeta. Colpiscono la nostra pelle in modo superficiale, provocando la tintarella che tanto amiamo, ma sono anche colpevoli di scottature, eritemi o altre malattie della pelle.

   

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Filtri chimici e fisici: che differenza c'è?

 

Le sostanze che secondo i regolamenti europei possono essere utilizzate come filtri solari sono molte, ma possono essere suddivise in base al meccanismo attraverso il quale filtrano le radiazioni.

 

 
Filtri chimici

 

La maggior parte dei prodotti solari in commercio sono composti da filtri chimici, ossia da molecole di sintesi create in laboratorio che assorbono le radiazioni e scomponendole, le restituiscono sotto forma di calore. Questo meccanismo fa sì che aumenti la sensazione di calore sulla pelle, pur garantendo la protezione da scottature o altri effetti collaterali dovuti all'esposizione solare.

 

I filtri chimici sono i più utilizzati perché più economici e molto facili da incorporare nei cosmetici, che rimangono quindi di consistenza più piacevole e facili da applicare sulla pelle. Negli ultimi anni essi sono però oggetto di studio approfondito da parte di molti enti di controllo, perché spesso, oltre ad essere inquinanti e quindi nocivi per l'ecosistema, principalmente quello marino, sono anche considerati forti disturbatori endocrini.

 

Si considera spesso la pelle come una pellicola esterna impermeabile e si pensa che quello che utilizziamo su di essa non possa creare alcun tipo di effetto all'interno del nostro organismo, ma non è così. La pelle va considerata come un vero e proprio organo e va trattata con grandissima cura.

 

Alcuni scienziati americani, attraverso un recentissimo studio pilota pubblicato sul Journal of the American Medical Association, hanno testato l'assorbimento sistemico di 4 comuni filtri chimici (avobenzone, oxybenzone, ecamsule, octocrylene), monitorandone i livelli nel sangue di 24 persone volontarie che hanno utilizzato creme contenenti questi ingredienti su almeno il 70% del corpo quattro volte al giorno per quattro giorni. I risultati di questi test sono inquietanti: queste sostanze sono state rilevate nel sangue a livelli significativi già dopo sole 24 ore e il loro livello continuava ad aumentare giorno per giorno, confermandone il bioaccumulo.

 
Ecco dunque una lista di alcuni di questi filtri che può aiutare nell'identificarli sulla lista ingredienti, e quindi a evitarli:

 

1. Octocrylene: considerato tossico per la fauna marina e inquinante, può causare allergie o rash cutanei. Considerato anche un disturbatore endocrino, in quanto legandosi ai recettori degli estrogeni, può causare squilibri ormonali. Alcuni studi ne provano il bioaccumulo: è stato infatti rilevato nelle urine e nel latte materno.

 

2. Benzophenone-3 (o Oxybenzone).  Filtro chimico ad alto spettro molto efficiente usato per assorbire sia UVB che raggi UVA corti. E' stato dimostrato che sia in grado di penetrare attraverso l'epidermide ed entrare nel circolo sanguigno: uno studio lo ha rilevato nell'80% dei campioni di urine di bambini o adolescenti danesi sani. Applicato in concomitanza con altre sostanze chimiche contenute in repellenti per insetti può attivare una sinergia fra componenti che ne favorisce la penetrazione nell'organismo umano. Interferente endocrino negli organismi marini, può causare problemi nella riproduzione.

 

3. Benzophenone-4 (o Sulisobenzone). E' stato rilevato nella placenta umana, prova della sua forte capacità di penetrazione nel corpo, potenziale interferente endocrino per l'uomo, lo è sicuramente per alcuni organismi acquatici, che dopo l'esposizione hanno mostrato un aumento dell'attività estrogenica.

 

4. 4-methylbenzylidene camphor (4-MBC o enzacamene): questo filtro UV fa parte dell'elenco prioritario della Commissione europea dei potenziali interferenti endocrini (database COM dell'UE, 2014) e nell'elenco SIN (database elenco SIN 2014). Nel 2012, i dati pubblicamente disponibili sulle proprietà di disturbo endocrino della sostanza sono stati raccolti e valutati dal Centro danese sugli interferenti endocrini (Hass et al., 2012). Sulla base di questa valutazione, la sostanza può essere considerata un sospetto perturbatore endocrino preoccupante sia per la salute umana che per l'ambiente. Secondo un altro studio, 4-MBC interferisce con le funzioni degli spermatozoi umani in vitro. E' ancora da verificare se questo possa avere effetti negativi sulla riproduzione.

 

5. Octyl-methoxycinnamate / Octinoxate: filtro UVB utilizzato non solo nei prodotti solari, ma anche in altri cosmetici come smalti, creme per il corpo, shampoo ecc.: studi hanno provato la sua azione come interferente endocrino.

 

Ci sono molti altri filtri chimici con caratteristiche simili, che possono essere individuati nell'INCI delle creme solari: Drometrizol trisiloxane, Butyl methoxydibenzoylmethane, Ethylhexyl salicylate, Ethylhexyl triazone, Homosalate, Butyl methoxydibenzoylmethane, e così via, i nomi sono tanti e difficili da ricordare, quindi forse è più semplice concentrarsi sugli ingredienti più sicuri, che vedremo dopo.

 
Lo scorso 21 febbraio 2019 la Food and Drug Administration con un comunicato, ha dichiarato la volontà di continuare le indagini sui filtri solari, affermando la necessità di nuove regole per queste sostanze sempre più di uso quotidiano e importanti nella prevenzione delle malattie della pelle.

 

"FDA propone che, dei 16 principi attivi attualmente commercializzati, due ingredienti - ossido di zinco e biossido di titanio - siano generalmente riconosciuti come sicuri ed efficaci per l'uso in crema solare: due ingredienti - PABA e trolamina salicilato - non siano riconosciuti tali per l'uso negli schermi solari a causa di problemi di sicurezza. Ci sono 12 ingredienti per i quali non ci sono dati di sicurezza sufficienti ... in questo momento. Per potersi dedicare a questi 12 ingredienti, la FDA chiede all'industria e alle altre parti interessate dati aggiuntivi."

 

Da questo comunicato possiamo comprendere che gli unici filtri che al momento vengono considerati efficaci e sicuri sono solo ossido di zinco e biossido di titanio, che non sono però filtri di sintesi, bensì... filtri fisici!

   

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Filtri fisici o minerali

 

I filtri minerali agiscono con un meccanismo completamente diverso da quelli chimici: essi infatti una volta applicati sulla pelle, diventano quasi come veri e propri schermi o specchi, che riflettono la luce solare impedendo alle radiazioni di penetrare e raggiungere l'epidermide.

 
I filtri fisici sono detti anche inorganici e sono composti da ingredienti minerali in generale ossido di zinco (zinc oxide) e biossido di titanio (titanium dioxide). Sono sostanze stabili, ben tollerate, che offrono una buona protezione solare, ma che vengono più raramente usate nei prodotti di largo consumo perché con questi ingredienti è più complicato formulare una crema facile da spalmare. Fino a poco tempo fa, le creme solari con filtri fisici non erano molto popolari perché la loro consistenza poco fluida creava una spessa e antiestetica patina bianca sulla pelle che spesso non piaceva.

 

I solari di ultima generazione però non sono più così, sono state infatti trovate formulazioni molto più fluide e facili da spalmare che possono tranquillamente sostituire i solari "tradizionali" e farci sentire protetti e sicuri.

 

Come già precisato sopra, sono due i filtri fisici utilizzati nelle creme solari ecobio:

 

1. Ossido di zinco: si presenta sottoforma di polvere bianca e viene usato non solo nei solari, ma in diversi prodotti per la cura del corpo (es. creme per pannolino) , perché oltre che filtro solare, l'ossido di zinco è anche un antisettico, cicatrizzante e lenitivo. Ammorbidisce la pelle, aiuta anche in caso di prurito e irritazioni.

 
2. Biossido di titanio. Minerale usato in polvere, con elevato indice di rifrazione, protegge sia dai raggi UVA ( tra 350 e 400 nm) che UVB ed è in grado di rifletterli e disperderli.

 

Questi due filtri vengono spesso utilizzati in combinazione fra loro per assicurare una maggiore efficacia del prodotto.

 
Nanoparticelle

Per rendere questi due filtri solari fisici più facili da lavorare e incorporare nelle creme, sono a volte utilizzati in forma micronizzata o addirittura sottoforma di nanoparticelle (componenti minuscole dalle dimensioni che vanno da 1 a 100 miliardesimi di metro). L'utilizzo dei nanomateriali per i prodotti per il corpo è però ancora una pratica la cui sicurezza è tutta da verificare, visto il pericolo che possano penetrare nell'organismo e accumularsi.

 

Se hai deciso di scegliere un solare con filtri minerali, assicurati dunque che non contenga filtri nano. Ma come riconoscerli in etichetta? I produttori di cosmetici contenenti nanomateriali hanno il dovere di segnalarlo facendo seguire al nome della sostanza la dicitura "nano". Ad es. Titanium dioxide (nano), oppure Zinc Oxide (nano).

 
Le creme solari possono contenere anche altri ingredienti dannosi come ad esempio i parabeni, conservanti che sono già stati classificati come interferenti endocrini e i profumi sintetici che possono irritare ed essere allergizzanti.

  

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Insomma, anche le normali creme solari possono nascondere insidie per la nostra salute, quindi, per riassumere, quali caratterisiche devono avere una crema solare o spray solare per essere considerati sicuri, efficienti e rispettosi dell'ambiente?

 

1. Essere privi di sostanze chimiche dannose, come filtri chimici, filtri nano, parabeni o profumi sintetici.

 

2. Biologici

 

3. Resistenti all'acqua

 

4. Facili da applicare

 

5. In grado di proteggere efficacemente da raggi UVA e UVB

 

6. Formulati con ingredienti naturali

 

Sono ormai molte le aziende di cosmetica bio italiane che propongono validissime creme o spray solari biologici, naturali ed ecologici, come Greenatural, Tea NaturaOfficina Naturae e La Saponaria

 

Per aiutarti nella scelta abbiamo creato la categoria "Solari" che raccoglie latte e creme solari, spray solari, lozioni, shampoo, balsamo o bagnoschiuma doposole, olio abbronzante o protettivo per capelli.

   

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Per approfondire:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_874_allegato.pdf

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32009R1223&from=IT

https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2019/03/13/sunscreen-safety-regulations.aspx

https://www.fda.gov/news-events/press-announcements/fda-advances-new-proposed-regulation-make-sure-sunscreens-are-safe-and-effective

https://www.ewg.org/skindeep/ingredient/704206/OCTOCRYLENE/

https://www.sciencedirect.com/topics/medicine-and-dentistry/octocrylene

https://www.ewg.org/skindeep/ingredient/702206/DROMETRIZOLE_TRISILOXANE/

https://www.ewg.org/sunscreen/report/the-trouble-with-sunscreen-chemicals/

https://www2.mst.dk/Udgiv/publications/2015/10/978-87-93352-82-7.pdf

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21059369

http://www.safecosmetics.org/get-the-facts/chemicals-of-concern/octinoxate/

Endocrine activity and developmental toxicity of cosmetic UV filters--an update. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15458796

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12765243

https://ilsalvagente.it/2019/04/03/biossido-di-titanio-la-stretta-dellue-non-riguarda-creme-solari-e-cosmetici/

https://shop.socialbusinessworld.org/it/blog/articolo/10-modi-per-evitare-gli-interferenti-endocrini-e-vivere-in-salute.html

 

 

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