I pericoli nascosti nelle patate OGM: rivelazioni di un ex biotecnologo di Monsanto

Il Dottor Caius Rommens dopo aver sviluppato diversi tipi di patate OGM, ha deciso di  rivelare i pericoli nascosti dell'ingegneria genetica.  

 

I prodotti alimentari OGM sono sani e privi di pericoli? Il dibattito su questo tema è caldo e spesso la diffidenza di molti consumatori si scontra con il parere della scienza ufficiale che li considera non solo sicuri, ma indispensabili per poter assicurare cibo sufficiente ad un pianeta sempre più popolato. In questa diatriba è intervenuto Caius Rommens, uno scienziato di sicura fama ed esperienza nel campo, le cui recenti dichiarazioni potrebbero certamente far tremare le multinazionali del settore e far ancora più riflettere noi consumatori.

 

Dopo una laurea in biologia all'Università di Amsterdam il Dott. Rommens fu indirizzato da un suo professore a specializzarsi in ingegneria genetica, campo che gli avrebbe assicurato un buon lavoro. E fu così che, senza porsi troppe domande, apprese come estrarre il DNA dalle piante e ricombinarlo. Dopo un periodo di studio e sperimentazioni all'Università di Berkeley, nel 1995 fu invitato da Monsanto a partecipare al loro nuovo programma di controllo delle malattie delle piante.

 

"Non avrei dovuto accettare l'invito." dichiara il Dott. Rommens "Sapevo, anche allora, che i patogeni non possono essere controllati da singoli geni. Si evolvono troppo rapidamente attorno a qualsiasi barriera alle infezioni. Occorrono da due a tre decadi agli insetti e alle piante per superare un gene di resistenza, ma ci vogliono solo pochi anni, al massimo, affinché gli agenti patogeni facciano lo stesso. Ho accettato però, e i sei anni successivi sono diventati un vero campo di addestramento nell'ingegneria genetica. Ho imparato ad applicare molti trucchi su come cambiare il carattere delle piante e a smettere di preoccuparmi delle conseguenze di tali cambiamenti."

 

 

  

Nel 2000 Rommens lasciò Monsanto per dirigere un programma indipendente di biotecnologia alla J.R. Simplot, con l'obiettivo di creare patate gradite a produttori e consumatori. L'ingegneria genetica divenne un'ossessione, che lo portò a sviluppare almeno 5000 versioni di OGM all'anno, più di ogni altro scienziato del settore. Tutte queste potenziali varietà venivano poi riprodotte, coltivate in serra o nei campi e valutate per caratteristiche agronomiche, biochimiche e molecolari.

 

"L'esperienza quasi quotidiana che ho nascosto a me stesso era che nessuna delle mie modifiche migliorava il vigore della patata o il potenziale di resa. Al contrario, la maggior parte delle varietà OGM erano rachitiche, clorotiche, mutate o sterili e molte di esse morivano rapidamente, come bambini prematuri."

 

Nonostante tutti questi dubbi, Rommens sviluppò nelle patate tre principali caratteristiche: resistenza alle malattie (per gli agricoltori), assenza di scolorimento dei tuberi (per i trasformatori) e riduzione della cancerogenicità degli alimenti (per i consumatori).

 

Quando si accorse di alcuni errori commessi, iniziò ad avere i primi dubbi sul lavoro svolto fino a quel momento e sentì l'esigenza di rallentare per capire meglio, ma gli investitori non glielo avrebbero concesso, molto denaro era già stato speso, denaro che avrebbe dovuto rendere nel più breve tempo possibile.

 

Nel 2013, con grande dolore, decise di lasciare l'ingegneria genetica e il suo lavoro alla J.R. Simplot per trasferirsi in un'azienda agricola dove iniziò a coltivare piante ed animali con metodi tradizionali. Fu questa nuova esperienza che gli fece comprendere fino in fondo la portata degli errori commessi come biotecnologo.

 

"Ad esempio, abbiamo ridotto al silenzio tre dei geni più conservati della patata, supponendo che i tre cambiamenti genetici avessero ciascuno un solo effetto. Era un'ipotesi ridicola perché tutte le funzioni genetiche sono interconnesse. Ogni cambiamento aveva in realtà causato un effetto a catena."

"Un'altra strana ipotesi" continua Rommens "era che mi ero sentito in grado di prevedere l'assenza di effetti involontari a lungo termine sulla base di esperimenti a breve termine. Era la stessa ipotesi che i chimici avevano fatto quando commercializzavano DDT, Agent Orange, PCB, rGBH e così via."

 

 fiore patata

 

Le varietà OGM create dal Dott. Rommens sono state lanciate sul mercato con nomi innocui, come Innate, Hibernate e White Russet. Sono considerate come migliori e più facili da usare rispetto alle patate normali, anche grazie al fatto che riportano meno ammaccature, ma la realtà è diversa. È infatti molto probabile che le patate OGM accumulino invece tossine che sono assenti nelle patate normali, e le versioni più recenti (Innate 2.0) hanno perso anche le loro qualità sensoriali quando fritte.
Le patate non modificate sviluppano facilmente tessuti danneggiati che sono punti di ingresso per agenti patogeni e punti di uscita per l'acqua. Rommens credeva che le patate GM fossero resistenti, ma ha compreso solo in seguito di aver sbagliato. Le patate GM si ammaccano con la stessa facilità delle patate normali, ma i segni sono nascosti. Non sviluppano il colore scuro che aiuta chi le lavora a identificarli e tagliarli. Queste patate semplicemente non sono in grado di depositare la melanina, un composto protettivo, se danneggiate o infettate. Ancora più importante, Rommer non si era reso conto che le ammaccature nascoste accumulano tossine che possono comprometterne le qualità nutrizionali.

 

"Guardando indietro a me stesso e ai miei colleghi, credo ora che siamo stati tutti sottoposti a un lavaggio del cervello [...]. Credevamo che l'essenza della vita fosse una molecola morta, il DNA, e di poterla migliorare modificandola in laboratorio. Supponevamo anche che la conoscenza teorica fosse tutto ciò di cui avevamo bisogno per avere successo, e che un singolo cambiamento genetico avrebbe sempre avuto un solo effetto intenzionale."

 

"Dovevamo capire il DNA e apportare modifiche di valore, ma il problema era che sapevamo poco del DNA, quanto l'americano medio sa della versione sanscrita della Bhagavad Gita. Ne sapevamo però abbastanza da essere pericolosi, specialmente con i nostri pregiudizi e la nostra ristrettezza mentale. Ci siamo concentrati sui benefici a breve termine (in laboratorio) senza considerare i deficit a lungo termine (sul campo)."

 

Rommens racconta inoltre come sia stato facile ottenere, non solo negli USA, ma in molti altri Paesi del mondo, l'autorizzazione a coltivare e commercializzare questi prodotti geneticamente modificati. Gli enti preposti al controllo (ad esempio FDA) si basano solo sui dati forniti dai produttori, senza alcun approfondimento o studio indipendente che ne controlli la sicurezza nel breve e nel lungo termine.

 

I movimenti anti OGM sono stati definiti nelle pagine dei giornali "anti-scienza" o addirittura immorali, ma secondo il Dott. Rommens "chiunque sia pro-scienza dovrebbe capire che la scienza è destinata a studiare la natura, non a modificarla, e certamente non a prevedere, di fronte a prove schiaccianti, l'assenza di effetti non intenzionali. Il vero movimento anti-scienza non è nelle strade. È, come ho scoperto, nei laboratori delle corporations americane."

 

Fonti: 

https://sustainablepulse.com/2018/10/09/the-creator-of-gmo-potatoes-reveals-the-dangerous-truth-exclusive-interview/#.W8RUzGgzbIV

https://www.independentsciencenews.org/health/hidden-health-dangers-former-agbiotech-insider-gmo-crops/

 

 

 

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