Lunga vita al microbiota: ecco perché l’agricoltura biologica è necessaria alla salute del nostro pianeta

Per proteggere il nostro pianeta e sopravvivere in salute dobbiamo tornare a un’agricoltura rigenerativa che nutra e non distrugga.

 

I detrattori del biologico e sostenitori dell’agricoltura convenzionale, caratterizzata dall’uso di pesticidi e (spesso) OGM, sostengono che per salvare il genere umano in questo pianeta sovrappopolato, l’agricoltura biologica non sia abbastanza produttiva. Solo con coltivazioni intensive e industriali è secondo loro possibile dare da mangiare a tutti.

 

Ma siamo sicuri che sia proprio così?

 

Alla fine di agosto 2019 è stato pubblicato un articolo molto interessante sulla rivista “Scientific American” (1) che attesta invece proprio il contrario. Secondo le autrici infatti, se vogliamo non solo sopravvivere, ma vivere in salute, è necessario trattare con rispetto la terra che abitiamo e il suolo che coltiviamo tramite un’agricoltura biologica e rigenerativa.

 

Mark Bittman, famoso giornalista americano, che scrive di cibo e cucina, ha pronunciato una frase molto significativa: poiché il cibo è definito come "una sostanza che fornisce nutrimento e promuove la crescita" e il veleno è una sostanza "che promuove la malattia", allora "gran parte di ciò che viene prodotto dall'agricoltura industriale non è letteralmente cibo ma veleno.”

 

Questa potrà sembrare un’affermazione estrema, ma se andiamo ad analizzare il modo in cui molti dei cibi di cui ci nutriamo sono prodotti e se riflettiamo attentamente sullo stato di salute medio della popolazione dei Paesi occidentali, possiamo comprendere che ciò che dice Bittman non si allontana molto dalla realtà.

 

A partire dalla metà del XX secolo abbiamo assistito a due importanti rivoluzioni agricole.

 

1. Rivoluzione verde

 

"Il termine rivoluzione verde è stato coniato per indicare un approccio innovativo ai temi della produzione agricola che, attraverso l'impiego di varietà vegetali geneticamente selezionate, fertilizzanti, fitofarmaci, acqua e altri investimenti di capitale in forma di nuovi mezzi tecnici e meccanici, ha consentito un incremento significativo delle produzioni agricole in gran parte del mondo tra gli anni quaranta e gli anni settanta del secolo scorso." Wikipedia. (2)

 

2. Rivoluzione genetica caratterizzata dallo sviluppo di tecniche biotecnologiche di modifica del DNA delle piante, che ha portato alla diffusione degli OGM, in quanto considerati una vera e propria soluzione alla fame nel mondo.

 

pesticidi_agricoltura industriale

 

Uso massivo di pesticidi e OGM

  

Il risultato concreto di queste due rivoluzioni è l’agricoltura industriale contemporanea, nella quale le colture vengono irrorate da dosi massicce di prodotti chimici con il fine di proteggerle da insetti o parassiti e liberare i campi da erbacce indesiderate. I biotecnologi, per rendere le piante resistenti agli erbicidi, ne hanno modificato il DNA, aggiungendo geni protettivi provenienti da altre specie.

 

Una di queste piante è il mais: il dato che fa rabbrividire è che il 90% del mais coltivato negli Stati Uniti ormai è OGM. Questo mais può essere irrorato ripetutamente da erbicidi come glifosato (es RoundUp di Monsanto) 2,4-D e dicamba, che sono prodotti solubili in acqua. Questo significa che possono dissolversi e arrivare proprio ovunque. Non è un caso dunque che siano state trovate grandi quantità di glifosato in aria, acqua piovana, acqua potabile (3) e in molti prodotti di uso comune (birre, assorbenti, pasta, ecc).

 

Gli erbicidi sono sistemici, entrano cioè nelle piante, quindi non basta lavare bene frutta e ortaggi per toglierli ed evitare di ingerirli.

 

Il Mais OGM ha subito inoltre altre modifiche per consentirgli di produrre più proteine insetticide in ogni cellula. I suoi semi sono poi ricoperti di neocotinoidi (insetticidi che possono danneggiare le api!) e fungicidi. Insomma una miscela di molecole e interventi genetici che non ci paiono proprio sicuri e rispettosi dell'ambiente….

  

Essendo il mais un cereale molto usato per produrre oli, dolcificanti e mangime per allevamenti, è praticamente impossibile evitare di mangiarlo e quindi nutrirsi anche delle sostanze potenzialmente tossiche con le quali è stato coltivato.

 

pannocchie mais - ogm agricoltura intensiva

 

Riflettendo su queste premesse, non si può che essere scettici davanti alle motivazioni di chi ritiene questo tipo di agricoltura l’unico modo efficiente per nutrire il pianeta. Per fortuna su questo tema è intervenuto anche il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU che in un report pubblicato nel 2017 ha dichiarato che:

 

“L'affermazione promossa dall'industria agrochimica secondo cui i pesticidi sono necessari per raggiungere la sicurezza alimentare non è solo inaccurata, ma pericolosamente fuorviante".

 

In questo report si afferma che l’uso di pesticidi solleva numerosi e gravi problemi relativi ai diritti umani, alla salute di tutti i popoli, soprattutto i più poveri e svantaggiati, che devono poter avere accesso a cibo biologico, sano e privo di sostanze potenzialmente dannose. (4)

 
Cibo meno nutriente

 

L’agricoltura intensiva ha impoverito il terreno rendendo i suoi prodotti meno ricchi di nutrienti. Uno studio pubblicato sul Journal of Horticultural Science and Biotechnology nel 2005 e finanziato dallo UK Department for Environment, Food and Rural Affairs ha rilevato un significativo calo di micronutrienti nei prodotti ortofrutticoli a partire dagli anni Trenta. (5)

 

Altri studi più recenti hanno dimostrato, ad esempio, che l'aumento del biossido di carbonio atmosferico sta accelerando la fotosintesi. Questo significa che le piante crescono più velocemente, dato che potrebbe sembrare positivo se non fosse che contengono più carboidrati e meno nutrienti e ciò alla fine potrebbe portare a carenze nutrizionali in tutto il mondo.

 

microbioma del terreno


L’importanza del microbiota

 

Che cos’è un microbiota?

 

Un microbiota è semplicemente una comunità (o biota) di microrganismi: batteri, funghi, archaea e protozoi.

 
Spesso si sente parlare di microbiota umano, ma anche il terreno ha il suo, formato da miliardi di microrganismi essenziali per la crescita, l'alimentazione e la salute delle piante. Questi microrganismi fanno di tutto: restituiscono azoto, forniscono minerali e oligoelementi, decompongono la materia organica e difendono le piante dalle malattie.

 
I microbi del suolo svolgono quindi un ruolo chiave negli ecosistemi: guidano i principali processi biogeochimici e contribuiscono al mantenimento della produttività delle piante e della ricchezza delle specie sulla Terra. (6)

 

Per godere di tutti questi benefici è necessario prendersi cura del terreno nutrendo questo ecosistema di microrganismi che lo rende più ricco e fertile. Mentre erbicidi come il glifosato ostacolano la vita e la proliferazione del microbiota del suolo e delle piante danneggiandolo, l’agricoltura biologica supporta una comunità microbica più solida e diversificata: per questo i terreni coltivati biologicamente presentano tre volte i lombrichi che si possono trovare invece nei campi coltivati secondo i metodi dell'agricoltura intensiva, industriale.

 

Un editoriale pubblicato su Science nel 2015 intitolato “Give Soils Their Due” (Date al terreno quello che gli è dovuto) afferma che:

 

“Le attività umane hanno trasformato terreni, terre e regioni, con effetti a lungo termine che includono desertificazione, diminuzione della materia organica nei suoli, alterata biodiversità e cicli biogeochimici e idrologici modificati. Di conseguenza, la terra disponibile per la produzione alimentare si sta riducendo, irreversibilmente in alcuni casi. [...] Le pratiche agricole hanno aumentato l'erosione del suolo a tassi molto maggiori di quelli della sua formazione (possono essere necessari fino a 1000 anni per formare 1 cm di terreno).”

 

L'esplorazione degli habitat unici del suolo rivela numerosi microbi e invertebrati che svolgono compiti importantissimi come la pulizia dell'acqua, la regolazione dei parassiti e quella dei nutrienti. Le connessioni tra diversi “bioti” (complessi di organismi) del suolo possono essere interrotte e subire danni dovuti alla cattiva gestione di tutte le terre: città, foreste, deserti, praterie e campi agricoli. (7)

 

agricoltura biologica rigenerativa

 

Esiste dunque un legame inscindibile fra il microbiota del terreno e quello degli esseri umani, per questo la nostra sopravvivenza e salute dipendono dalla salute del suolo su cui viviamo.

 

Anche il microbiota umano infatti, la cui ricchezza ha un ruolo fondamentale nel regolare molte delle nostre funzioni vitali come ad esempio il nostro sistema immunitario, la digestione e l'assimilazione dei nutrienti dal cibo deve essere trattato con grande cura.

 

Come possiamo porre rimedio a questa grave situazione?

 

Secondo le autrici dell'articolo pubblicato su Scientific American si può trovare soluzione solo incentivando a livello globale l’agricoltura biologica e rigenerativa, perché nutre anziché distruggere.

Che  cos'è l'agricoltura rigenerativa?

Con il termine agricoltura rigenerativa si intende lavorare con la natura, senza combattere contro di essa: piantare e salvare diverse varietà di semi; proteggere gli impollinatori; conservare e agevolare la biodiversità utilizzando fertilizzanti naturali; riciclare la materia organica (pacciamature e compost); far ruotare le diverse colture per arricchire il suolo; far pascolare gli animali.

 

È pura arroganza pensare che possiamo manipolare la natura con fertilizzanti, pesticidi sintetici e modificando il DNA degli esseri viventi. Al contrario, per adattarci e mitigare le interconnesse crisi ecologiche, umane e climatiche, dobbiamo rispettare l'elegante e meravigliosa complessità della natura e rivedere il nostro sistema alimentare, partendo proprio dalla cura del microbiota.

  

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Fonti:

 

(1) https://blogs.scientificamerican.com/observations/long-live-microbiomes/

 

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_verde

(3) https://ehjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12940-016-0117-0


(4) https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G17/017/85/PDF/G1701785.pdf?OpenElement

(5) https://www.researchgate.net/publication/234036569_Historical_variation_in_the_mineral_composition_of_edible_horticultural_products

 

(6) https://science.sciencemag.org/content/347/6223/695

https://www.agriculturesolutions.ca/images/stories/advice_page/The%20Role%20of%20Soil%20Microbes.pdf

 

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