Vino biologico: che cos’è e quali sono le sue caratteristiche?

Quali sono le qualità del vino biologico e che cosa lo differenzia dal vino convenzionale?

 

Chiamato anche “nettare degli dei”, il vino è da secoli simbolo di festa e convivialità, protagonista delle nostre celebrazioni, fondamentale nelle economie delle nostre terre fin da tempi molto antichi.

 

Il vino si ricava dalla fermentazione dei frutti della Vitis vinifera, pianta che risale alla preistoria e che è quindi più antica dell’umanità stessa! La prima cantina è stata scoperta in Armenia e risale al 4100 a.C circa, mentre la coltivazione della vite e la produzione di vino, si sono diffuse durante la civiltà egizia.

 

Arrivando ai giorni nostri, possiamo affermare che il commercio del vino è uno degli elementi che ha contribuito a instaurare un legame fra i paesi europei. Basti pensare che l’Organizzazione Comune di Mercato del Vino è nata prima ancora dell’Unione Europea!

 

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Vino biologico: un po' di storia

 

Già da qualche decennio in Europa si parla di agricoltura biologica. I primi e coraggiosi pionieri del bio in Italia hanno iniziato a praticarla e a evidenziare le criticità dell’agricoltura convenzionale già negli anni Settanta, anche se la prima e ufficiale normativa europea sul biologico risale al 1991.

 

L’agricoltura biologica vieta i fertilizzanti e pesticidi chimici, mette al primo posto la salvaguardia della biodiversità del terreno e proibisce gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

 

Per quanto riguarda il vino, all’inizio queste regole potevano essere applicate solo alla coltivazione dell’uva, ma non a tutto il processo di vinificazione che è stato finalmente regolamentato nel 2012. Prima di quell’anno dunque si poteva solo acquistare “vino prodotto da uve biologiche”, ma non vero e proprio vino biologico certificato.

 

Per arrivare a una certificazione ci sono voluti molti anni, in cui i produttori hanno studiato, sperimentato, discusso con le autorità arrivando infine all'accordo che ha portato al regolamento europeo N. 203/2012.

È stato un processo che ha richiesto una grande capacità di confronto: è la dimostrazione di come i cittadini collaborando e facendo le giuste pressioni, possano raggiungere obiettivi concreti con impatto positivo sull’economia e sulla salute del pianeta. Prima del 2012 infatti numerosi produttori avevano già constatato le migliori proprietà organolettiche del vino biologico. Per questo si sono organizzati in autonomia e dati delle regole per tappare i buchi normativi che avevano lasciato i governi.

Il bello di tutto questo dunque è che il regolamento non è stato imposto dall’alto, ma il risultato e la risposta a una vera e propria esigenza delle persone e delle aziende.

 

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In che cosa si differenzia il vino biologico?

 

Il vino per essere considerato biologico, deve soddisfare due requisiti fondamentali:

 

1) Essere fatto di uva non OGM coltivata con metodi biologici, senza pesticidi chimici, anticrittogamici, fertilizzanti sintetici, derivati dal petrolio e così via.

 

2) Il processo di vinificazione deve avvenire secondo metodi molto precisi, dettati dal regolamento europeo del 2012 che stabilisce alcuni importanti paletti:

 

LIEVITI: i lieviti sono dei microrganismi già presenti nei frutti che intervengono durante la fermentazione e fanno sì che lo zucchero contenuto nell’uva diventi alcol. Nelle produzioni industriali vengono utilizzati lieviti selezionati per standardizzare il processo e dare al vino sempre lo stesso sapore. Nella vinificazione biologica invece si prediligono i lieviti autoctoni o indigeni, che rendono il vino più particolare e unico.

 

SOLFITI: il dibattito sui solfiti è uno dei motivi che ha fatto ritardare l’approvazione del regolamento europeo.

 

Che cosa sono i solfiti?

 

I solfiti sono “sali dell’acido solforoso” e vengono usati per la conservazione di cibi o bevande grazie alle loro proprietà antiossidanti e antimicrobiche, perché sono in grado di inattivare muffe, lieviti e batteri. Sono già contenuti in piccole quantità naturalmente nel vino, come sottoprodotto dei lieviti. La normativa europea stabilisce che i vini biologici possono contenere un massimo di 100mg per i vini rossi e 150mg per i vini bianchi. In generale le condizioni climatiche italiane permettono di utilizzare una quanità minore di queste sostanze.

Esistono anche vini senza solfiti, in questo caso, l'etichetta riporta la dicitura “non contiene solfiti aggiunti”.

 

Il vino biologico ha un prezzo più alto?

 

Al giorno d’oggi esistono vini davvero per tutte le tasche e questo vale sia per il biologico che per il convenzionale. In generale possiamo affermare che di solito il biologico è più caro, ma è possibile trovare ottimi vini bio di piccole o medie cantine a prezzi assolutamente accessibili.

 

Quando valuti i tuoi acquisti, tieni presente che le aziende agricole e le cantine biologiche devono sostenere costi più alti, legati spesso alla certificazione e alla più bassa resa delle coltivazioni bio rispetto a quelle convenzionali.

 

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Perché scegliere vino bio?

 

Perché è un prodotto realizzato rispettando l’ambiente, fatto con uva biologica al 100%.

 

Sono diventate famose le recenti polemiche che riguardano la notevole quantità di pesticidi usati nelle zone di produzione del prosecco, vino simbolo del Made in Italy nel mondo. La rivista Il Salvagente ha effettuato delle analisi su dodici dei prosecchi più diffusi nei supermercati, chiedendo di rilevare e quantificare la presenza di ben 352 sostanze tra solfiti, erbicidi, diserbanti e fungicidi.

 

“Ciò che abbiamo scoperto è sorprendente: tutte e dodici le bottiglie presentavano almeno un residuo di pesticida, con una media di sei a testa. Due dati su cui riflettere: anche l’unico prosecco biologico controllato, il Gaggiandre prosecco Doc della Astoria, ha mostrato residui di un pesticida, il folpet, vietato in agricoltura bio. Con ogni probabilità, viste anche le quantità minime rilevate, una contaminazione involontaria. All’estremo opposto il Mionetto Prosecco Doc Treviso, con ben 7 fungicidi differenti. Fanno bene i cittadini e le centinaia di realtà aderenti alla Marcia stop pesticidi a preoccuparsi per il massiccio utilizzo di sostanze chimiche nei vigneti di glera in Veneto e Friuli-Venezia-Giulia.” Il Salvagente

  

Anche se i pesticidi ritrovati erano sotto i limiti di legge, non dobbiamo dimenticare che le soglie di sicurezza dei singoli fitofarmaci vengono stabilite valutando la loro nocività se assunti singolarmente. Nel fissarle gli organi competenti non hanno potuto prendere in considerazione gli effetti che i mix di queste sostanze insieme potrebbero causare, in quanto non sono esistono studi a riguardo.

 

Non si possono nemmeno sottovalutare i problemi che queste coltivazioni causano alla salute delle persone e del territorio. Per questo numerosi cittadini che vivono nei distretti produttivi del prosecco sono preoccupati, stanno protestando e chiedendo che nelle loro terre si passi a un’agricoltura biologica perché più sana e sicura per tutta la comunità.

  

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La regione Veneto, terra del prosecco, è quella con il consumo maggiore di pesticidi: circa 12 kg per ettaro, mentre la media italiana è di 5 kg. Greenpeace ha condotto uno studio internazionale analizzando diversi campioni di polline. I risultati hanno evidenziato una situazione preoccupante per il nostro Paese: i campioni prelevati in Italia vicino ai vigneti sono quelli con la più alta concentrazione di pesticidi.

 

Per concludere, se scegli vino biologico, non stai solo salvaguardando la tua salute, ma dando linfa a imprese che hanno un impatto positivo sui loro territori e comunità.

E il vino naturale?

 

Si sente talvolta parlare di vino naturale, dicitura però che non è oggetto di alcuna certificazione che ne assicuri le proprietà e la salubrità. Se ti trovi davanti a un’etichetta con questa definizione, dovrai fidarti delle dichiarazioni del produttore, niente di più.

  

Come riconosco il vino biologico?

 

Cerca la fogliolina verde nell’etichetta, marchio che contraddistingue tutti i prodotti biologici nell’Unione Europea.

 

 

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Per approfondire:

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_vino

 

https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/plants-and-plant-products/plant-products/wine_en

 

https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2012:071:0042:0047:EN:PDF

 

http://wineobservatorysustainability.eu/en/sharing/Organic-Wine-(EU-certification).112/

 

https://ilsalvagente.it/2019/02/20/ghiaccio-prosecco-e-pesticidi-la-nostra-inchiesta-integrale-su-12-bollicine/

 

https://www.lastampa.it/tuttogreen/2018/07/09/news/tanti-troppi-pesticidi-sulle-vigne-del-prosecco-1.34030631

 

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